Confrontando i prezzi dei carburanti in Italia con quelli degli altri paesi europei, emerge un quadro contrastante. Mentre in alcuni Stati membri l'incidenza della tassazione è relativamente bassa, in Italia la situazione è diversa. Secondo i dati più recenti, il prezzo medio del gasolio in Italia è salito del 75,5% in dieci anni, contro una media UE del 69,2% (Fonte: Unimpresa, 2026-05-26). Anche per la benzina, l'aumento italiano è stato del 38%, superando la media europea.

In termini di tassazione, l'Italia occupa la cima della classifica in Europa. Le accise sul gasolio sono in particolare molto alte, superando quasi un euro al litro. Questo è il triplo delle tasse in Germania e il doppio in Francia (Fonte: Unimpresa, 2026-05-26). Inoltre, il prezzo medio del litro di benzina in Italia è di 1,739 euro, contro 1,82 euro a Parigi e 1,93 euro a Berlino (Fonte: Unimpresa, 2026-05-26). Questi dati mostrano che, pur essendo i tassi di aumento più bruciari in Europa, l'Italia mantiene i suoi prezzi sotto la media UE grazie al taglio temporaneo delle accise.

Per il consumatore, queste considerazioni hanno importanti implicazioni. Le tasse alta e le spinte geopolitiche hanno portato a costose bollette. Tuttavia, le misure correttive, come il taglio delle accise, hanno funzionato parzialmente. Il prezzo del gasolio è aumentato del 75,5% negli ultimi dieci anni, ma senza lo sconto le aumentate sarebbero state ancora più elevate.

Il governo continua a monitorare la situazione, proponendo misure per ridurre ulteriormente le bollette elettriche e le tensioni sulle bollette di carburante. Tali misure includono la riduzione delle accise, che è stata prorogata per tre settimane finché non sarà definito un piano più ampio per la riduzione dei costi.

In conclusione, se in Italia si paga di meno rispetto alla media europea, l'incidenza della tassazione è un fattore chiave. Per i consumatori, l'attesa per misure aggiuntive per ridurre ulteriormente i costi di vita è una priorità.